Alcuni scienziati hanno realizzato un computer quantistico in “miniatura”: occupa due rack da 19”

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Di solito i computer quantistici a superconduttori occupano spazi anche fino a 50 metri quadrati. Un gruppo di fisici austriaco finanziato dall’Unione Europea è riuscito a infilare un computer quantistico a trappola ionica in due comuni rack da 19”.

Un gruppo di scienziati dell’Università di Innsbruck ha trovato il modo di “restringere” i computer quantistici. La ricerca è sfociata in uno studio che ha dato vita a un prototipo di computer quantistico che sta in due classici rack da 19”.

Considerando che i computer quantistici sperimentali dell’Università di Innsbruck avevano occupato fino a questo momento dai 30 a i 50 metri quadrati, ridurre il volume del prototipo in due rack da 19” è un deciso passo avanti nella facilità di installazione e di uso dei computer quantistici. Il termine “rack” identifica una struttura a scaffale che ospita i server: quelli da 19” sono molto comuni e sono presenti nella maggior parte dei data center.

Qubit dentro gli ioni e struttura “strizzata” dai ricercatori

Il nuovo prototipo è stato realizzato grazie al progetto AQTIONfinanziato dall’Unione Europea, che ha lo scopo di realizzare un computer quantistico compatto a trappola di ioni che soddisfi gli standard industriali senza bisogno di un ambiente di laboratorio. Infatti quello austriaco è un computer quantistico a trappola ionica, soluzione recente dell’informatica quantistica che, nel caso di questo prototipo, sfrutta la già conosciuta trappola ionica di Paul.

A differenza di quella con qubit derivati dai superconduttori, nei computer quantistici la tecnologia a ioni intrappolati si serve di numerosi, singoli atomi carichi (quindi, ioni) per contenere informazioni quantistiche. Questi ioni monocaricati sono intrappolati usando campi elettromagnetici e svolgono il ruolo di qubit; successivamente vengono manipola

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